Iniziamo con questa bomba underground che vi fa sentire la strada: My City dall’album The New Golden Era, di B.A.M. (in questo singolo con un featuring di suo cugino Lil Fame degli MOP)
B.A.M.: «My city never sleeps you can feel the rhythm of a heartbeat, two turntables in the park, Hip Hop born in New York».
E con questa citazione abbiamo detto tutto e possiamo collegarci a qualcosa che vi farà dimenticare MTV e le radio italiane. Continua a leggere questo articolo »
Dunque, la situazione è questa: siete stati invitati a cena dai vostri suoceri, siccome sarebbe considerato sacrilego tardare in questo genere di occasioni siete stati costretti ad arrivare con 2 ore e mezza di anticipo. Entrate, consegnate la giacca, state per arrendervi ed alzare le mani quando vi invitano ad accomodarvi sul divano nel salotto; il salotto è il regno di vostra suocera, il potere del suo regno imperituro si manifesta nella sacra inviolabilità della vetrinetta degli animaletti di Swarowski, ed anche nell’odore di andropausa emanato da suo marito. Lei è l’unica in piedi. Voi invece siete quello con i baffi seduto nel mezzo del divano, non importa se siete uomini o donne, avete un grosso paio di baffi e siete seduti accanto al vostro compagno/a ed a suo fratello che non sa ancora leggere bene l’orologio a lancette, ma ha comprato la patente con i risparmi di famiglia.
Ed ecco il momento, vostro suocero vi interrompe come al solito, è seduto sulla sua poltroncina privata (la poltroncina dello schiavo preferito della Regina), voi state dicendo solo cazzate, ma non è per questo che vi interrompe, non se ne accorge neppure, vostro suocero sta solo tentando di risalire la scala che porta dai subumani agli uomini, ormai da anni è fermo ai primi gradini ed ogni volta che sua moglie entra in salotto lui rotola giù fatalmente, ma non gli importa, interrompervi significa riscattarsi per almeno un momento da anni di pastasciutta scotta e palpatine di tette rifiutate.
Ecco cosa dovete fare:
Makkox, ovvero Marco Dambrosio, è diventato noto per le sue strisce (in un intelligentissimo formato scroll-down) che pubblica dal 2007 sul blog canemucca.com.
Ora, sempre con la collaborazione di Antonio Sofi e con l’aiuto di Santa Di Pierro e Valeria Leopardi, nasce Il Canemucco (The PaperShow), un mensile a fumetti edito da Coniglio Editore.
Potete comprarlo in edicola oppure abbonarvi, se siete titubanti fatevi convincere.
Ma prima leggete l’intervista a Makkox. Continua a leggere questo articolo »
Volevamo raccontarvi un paio di cose su certe vecchie scritte che abbiamo visto in giro, ma non avevamo foto, così questa cosa giovane per giovani (cioè l’internèt) ci ha aiutato a trovarne qualcuna.
Quindi se siete “analfabeti” saltate pure questa parte e guardatevi le foto, se invece siete “alfabeti” come noi che “siamo studiati” continuate pure a leggere:
1.Vi ricordate quando andavate a trovare la zia con i vostri genitori? Passavate sempre sotto quel ponte con i pilastri in cemento grandi e tristi, sopra scorreva la tangenziale ed accanto c’era un muro grigio con una scritta bianca enorme: DIO C’è. Era una pubblicità per tossici. Significava che lì potevi trovare l’eroina. Il marketing dei pusher mi ha sempre affascinato, questa scritta aveva un’efficacia ed una sinteticità tale da poter competere con il Punt e Mes di Armando Testa, e poi c’era tutta la sottocultura del buco in quelle 5 lettere…è vero è vero, la droga è brutta e bisogna parlarne male, ma questa storia ha anche una parte bella, quale? Questa: nel tempo accanto a molte di quelle scritte qualcuno ha fatto delle aggiunte che rendevano esilarante quella breve frase, hanno aggiunto solo 3 parole, e così si poteva leggere: DIO C’è O CE FA? Continua a leggere questo articolo »
Quando pensate alle automobili Fiat vi viene in mente solo la bruttezza della Duna o l’utilità di una Croma da rubare per sfondare le vetrine della gioielleria? Allora non conoscete queste:
Retro Vintage Cars, pronte per il rally (”rallì”, da pronunciare con l’accento)
Ci sono un po’ tutte. Le auto d’epoca sportive per parvenu d’epoca; le auto con le forme retrò (da pronunciare con l’accento) che una volta intamarrite fanno rombare l’ego del borghese desideroso di ostentare un genuino contatto con il popolo; le auto che una volta erano da proletario frustrato ed esaltato, nate tamarre, ma tenute in box per 30 anni e ben lucidate fanno molto intenditore raffinato.
Tutte auto bellissime però (anche “però” da pronunciare con l’accento, che siamo gente di classe noi, si sa).
La Virza alle prese con i giovani d’oggi: tra realtà effimere e sogni concreti
La Virza intervista Cinzia Satana
Era una di quelle sere in cui esci per divertirti ma ti ritrovi a pensare «Perché Virz non sei rimasta a casa a leggere un libro ed imparare qualcosa, invece di essere in un locale a bere 4 cocktail e dimenticare tutto quello che hai imparato in una vita?».
Ero circondata da maglioni da vecchio indosso a giovani alla moda con capelli tagliati male, ma sempre in ossequio alla moda.
D’improvviso, tra tutti questi alternativi omologati spunta un uomo alto, grosso, con una tunica ed un turbante.
La curiosità mi obbligò a seguirlo con lo sguardo, poi a pedinarlo e a far finta di scontrarmi con lui, o forse fu il contrario.
«Sei veramente arabo o qualcosa del genere? Perdona la mia ignoranza se confondo il tuo paese di provenienza». La risposta non me la ricordo, credo sorrise e basta. Era Cinzia. La conobbi così.
I suoi occhi mi stupirono, giocavamo a ping pong con lo sguardo in una partita senza vincitori.
Abbiamo parlato molto, e non mi sono mai annoiata. Era degno di me ed io degna di lui.
Qualche sera dopo quell’incontro gli dissi che non avrei mai voluto conoscere il suo vero nome e così, tutt’ora, non so quale sia…e non lo saprete nemmeno voi.
Premessa: Come ti chiami, la tua età e… ti ritieni brutto o bello?
«…» Cominciamo bene…sto intervistando il Diavolo in persona, quindi, non posso permettermi di porti domande “ordinarie” giusto? Quante personalità hai? Ma soprattutto, si impossessano di te o sei tu che le gestisci coscientemente? Spiegami brevemente come si muovono dentro di te. Io personalmente sono molto curiosa. Continua a leggere questo articolo »
Hai creato Freshcut magazine, uno dei primi magazine italiani in pdf. Hai collaborato con alcune riviste ed attualmente scrivi su Bang Art. Sei stato co-fondatore di Shopper (una rivista formato poster), e sei co-fondatore di Frizzifrizzi (una rivista on-line con migliaia di visitatori). Hai scoperto un utilizzo segretissimo delle riviste, o forse il tuo è solo sano feticismo? Da cosa nasce questa tua passione per i magazine?
«Sano feticismo. In realtà vorrei fare molto di più ma soffro di amnesie frequenti che, oltre a farmi dimenticare il nome di chi ho conosciuto 5 minuti prima, mi fa anche dimenticare molti, troppi progetti in cui mi piacerebbe imbarcarmi ma che poi rimangono solo aria fritta». C’è qualche rivista che volevi ideare e che poi hai abbandonato? Ora, mentre ti senti in colpa per averla fatta soffrire, vuoi parlarci di quest’idea? Continua a leggere questo articolo »
La Virza alle prese con i giovani d’oggi: tra realtà effimere e sogni concreti
La Virza intervista Fabio
Premessa: Come ti chiami, la tua età e.. ti ritieni brutto o bello?
«Mi chiamo Fabio, ne ho 28, ne dimostro 13, e segni particolari bellissimo, come Celentano. Non me ne frega niente che suoni pagliaccioso. Ho sempre sognato di dirlo». Passiamo alle domande. Come sbarchi il lunario? Pornostar o scaricatore?
«Scaricatore…niente di più azzeccato. Lavoro per la multinazionale che possiede la maggior parte dei porti commerciali, terminals, navi porta-container. Gestisco l’importazione qui in Spagna per grandi transitari internazionali. Navi e container refrigerati pieni di coca. Realtà divertente e dinamica, anche se di coca…neanche un tester per noi. Devo dire che la carriera di porno attore mi ha sempre tentato…però sono assolutamente cosciente di non avere i requisiti pisellici. Inoltre ho paura delle cerette».
Se non avete mai sentito parlare di Noyz Narcos significa che siete stati seduti troppo tempo in salotto con la TV accesa.
Ma vi aiutiamo noi.
Noyz Narcos è del 1979, è di Roma, è un tatuatore ed è attualmente il miglior rapper italiano sulla piazza; ed ha uno stile inconfondibile.
Che sia il migliore iniziano a pensarlo veramente in tanti. Sarà perché ha i live più massicci, affollati e sudati della scena underground. Sarà perché l’uscita della compilation Best out vol.2ha creato un’attesa pazzesca per il nuovo album, facendo comportare la gente come dei tossici in fila al parco per comprare la dose di rap da spararsi nelle vene di collo, braccia e piedi.
intro: «Tu da che parte stai?».
Noyz Narcos: «Sto dalla parte dei banditi / con i cacciaviti / nel 2009 ancora rubo vestiti».
Tutti quelli che stanno a rota per l’attesa potranno trovare sollievo solo il 29 Gennaio 2010, comprandosi Guilty, il terzo album di Noyz Narcos (dopo Verano zombie del 2007 e Non dormire del 2006). Ci sono basi che fanno sanguinare le orecchie e featuring di Fabri Fibra, Marracash, Club Dogo e del TruceKlan. La produzione esecutiva è di Propaganda Records (la stessa di Ministero dell’inferno, la compilation con i migliori rapper italiani appartenenti a differenti crew, roba che non si vedeva in giro da parecchi anni).
Chi non sta a rota, ma invece ha un divano che sembra ormai la sua sindone, può continuare a leggere e scoprire qualcosa di nuovo. Continua a leggere questo articolo »
Di fronte a Fucking Hellvi troverete faccia a faccia con una sterminata orgia di violenza, nella quale i nazisti sono allo stesso tempo carnefici e vittime.
[guardate il video di presentazione o cercatelo tra questi]
I fratelli Chapman hanno creato un enorme plastico popolato da circa 30mila figure in fibra di vetro, costruite e dipinte a mano: il mondo, devastato dalla guerra, è invaso da un’orda di scheletri con elmetti tedeschi della seconda guerra mondiale, armati di lunghe e sottili lance di legno. Uccidono e torturano soldati ed ufficiali nazisti trascinandoli o spingendoli all’interno di un moto confuso e caotico. E’ come se tutti partecipassero ad un’immensa Via Crucis, che appare a volte come il vero percorso verso il Golgota, dove non ci sono però soldati romani e ladroni ma scheletri e nazisti, in altri momenti sembra invece un macabro rito popolato da adepti che rivivono con i propri corpi gli eventi del passato.
Di seguito troverete: una raffica di foto e descrizioni di scene del plastico / il resoconto delle citazioni artistiche fatte dai Fratelli Chapman / la descrizione completa delle nove sezioni che compongono l’opera / una chiave di lettura di Fucking Hell
Bastardi senza gloria: Quentin Tarantino ci ha messo dentro tutto, e non ha sbagliato le dosi
Bastardi senza gloria è un film da vedere, e se chiedete il perché ve lo dico: Semplicemente perché è bellissimo ed intenso. C’è tutto, veramente tutto, attori pazzeschi e sconosciuti come Christoph Waltz (che interpreta magnificamente il Colonnello delle SS Hans Landa), Hitler spappolato, Goebbels che piange, c’è il mestiere del “fare cinema” e la rara consapevolezza di ciò che si sta creando, c’è il film dentro il film, il ricordo di grandi attrici ed attori del passato. Ci sono le scene cult, c’è la violenza, l’azione, la ritualità della battaglia dei nativi americani, la suspense, il ritmo, l’angoscia e soprattutto ci sono i giochi pirotecnici che Tarantino crea con i dialoghi, quelli sono i suoi “effetti speciali”.
Ma c’è di più nell’ultimo film di Tarantino. Continua a leggere questo articolo »
Francesco Mattuzzi è un fotografo, nato nel 1979 a Varese, ha vissuto a Rovereto, ha studiato a Bolzano ed ora vive a Milano. I suoi lavori sono stati esposti a Milano, Trento, Venezia, Heidelberg, Bruxelles, L’Aia, Berlino, Istanbul, Barcellona.
Di Francesco Mattuzzi si possono dire due cose: primo, è un fotografo; secondo, lavora come un etnografo, perché abbandona il suo mondo e per il tempo necessario vive con i gruppi di persone che decide di studiare.
I suoi ultimi lavori sono il progetto Garage Sales del 2007 e la partecipazione con Armin Linke lo scorso anno a Decolonizing Architecture (di Alessandro Petti, Eyal Weizman e Sandi Hilal) sulla trasformazione dei territori palestinesi da parte degli israeliani. Ultimo progetto in ordine di tempo è BW|09 twitchingrealizzato a quattro mani con la psicologa Alice Bolognani, una sorta di “cortocircuito” sul fotografare i birdwatchers impegnati ad osservare i rari volatili.
Dal 2005 invece è in corso Startrucks, un progetto (non solo fotografico) in costante crescita, basato inizialmente sull’analisi dei sistemi simbolici della comunità dei camionisti. Nell’aspetto fotografico di questo progetto (come in altri suoi lavori) c’è l’intento analitico dell’esplorare ciò che le comunità creano e del comprendere come queste “creazioni” finiscano per rappresentare le comunità ed i singoli. Attualmente Francesco Mattuzzi è ad Istanbul per proseguire, attraverso il progetto Startrucks, la sua esplorazione simbolica e culturale del concetto di viaggio concentrandosi sul trasporto merci nella zona del Bosforo che segna il confine meridionale tra Asia ed Europa.
Gli facciamo qualche domanda interessante sulla fase iniziale diStartrucks: